La premiazione dell’edizione 2018

Cantina Sartori nasce da Luciano, negli anni 70’, nello stesso luogo e con gli stessi ettari che fanno parte ancora oggi dell’azienda. 10 ettari di pendii dolci tra la Val d’Arda e la Val d’Ongina, nella località di Costa Stradivari, comune di Vernasca.

“Abbiamo sempre prodotto tutto da noi, dall’uva fino alla bottiglia, la materia prima la seguiamo personalmente – mi spiega Fabio, figlio di Luciano che attualmente tiene le redini dell’azienda familiare, – e
riteniamo giusto produrre secondo ciò che la nostra terra e cultura hanno lasciato alla tradizione”. Il Monterosso, dunque, lo producono da sempre, come il titolare mi conferma spulciando nella sua memoria infantile, ma ovviamente sempre come prodotto di nicchia, meno venduto e conosciuto rispetto ai vini piacentini più conosciuti come Gutturnio, Ortrugo
o Malvasia. “Per questo quando ci è stato proposto per la prima volta di partecipare al Monterosso abbiamo reagito con entusiasmo – continua – ci sembrava un ottimo modo per riscoprire e valorizzare il vino che sentiamo più vicino a noi, più identitario”.

Da quel momento poi, la cantina Sartori non ha mancato un’edizione e ha potuto vedere la manifestazione crescere, superare annate difficili (maledetta pioggia..), e affermarsi come uno degli eventi enologici più importanti e caratteristici della provincia. L’anno scorso si sono
inoltre potuti togliere una bella soddisfazione, la vittoria della degustazione alla cieca, in cui il giudizio è la somma degli assaggi di chi, nelle due giornate, partecipa alla manifestazione.
Raccontando di questo, Fabio, oltre alla soddisfazione per essere riuscito a cogliere il piacere della gente, ci ha voluto spiegare la sua concezione di Monterosso, quella che lo ha portato alla vittoria. “Lo produciamo frizzante ma non spumantizzato, la bolla deve essere un cofattore, non un protagonista. Quello su cui puntiamo forte è invece l’aromaticità: abbiamo notato che la sua abbondanza, coniugata ad una leggera abboccatura, rende il Monterosso più piacevole e sfruttiamo quindi la buona libertà del disciplinare per produrre un uvaggio con forte presenza di Malvasia di Candia e Moscato.”

La loro forza e il loro profumo potrebbero portare il
Monterosso Sartori a bissare il successo del 2018, ma questo lo deciderà solo chi parteciperà alla degustazione, Fabio comunque non si scompone: “ Vincere due anni di fila sarebbe bello, ma personalmente ciò che mi interessa di più è che sia un’altra edizione ben riuscita, con
tanta gente vogliosa di assaggiare i nostri vini”.

Cantina Sartori: Degustazione alla Cieca 2018

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