L’Azienda Vitivinicola Testa nasce nel 1930 per volontà del Cav. Italo, che decise di trasferire la sua attività dal basso parmense a Castell’Arquato, luogo particolarmente vocato alla coltivazione a vigneto. Sin dall’inizio si impegnò per far conoscere il Gutturnio e il Monterosso.

Proprio quest’ultimo è legato in modo molto stretto con la storia di questa cantina, ormai giunta alla quarta generazione: ne abbiamo parlato con Franco, figlio del fondatore e attualmente alla guida dell’azienda con la nipote. Innanzitutto ci ha tenuto a raccontare del padre, tra i primi a credere in questo uvaggio, che contribuì a farlo riconoscere come Denominazione di Origine Controllata nel 1974. “Il nome Monterosso viene dalla collina di fronte a Castell’Arquato – ha spiegato – ed era già utilizzato abbinato al blend delle quattro tipologie di uva attualmente utilizzate. Mio padre, insieme ad altri produttori della zona, riuscì a cogliere le potenzialità di questo prodotto, la sua unicità, e si mobilitò per farle riconoscere con la DOC”. Dieci anni dopo la denominazione sarà inglobata sotto l’ombrello “Colli Piacentini” ma il riconoscimento è rimasto tale e anche le variazioni nella produzione sono state poche.

Mio padre, insieme ad altri produttori della zona, riuscì a cogliere le potenzialità di questo prodotto, la sua unicità, e si mobilitò per farle riconoscere con la DOC”. Dieci anni dopo la denominazione sarà inglobata sotto l’ombrello “Colli Piacentini” ma il riconoscimento è rimasto tale e anche le variazioni nella produzione sono state poche. “Lo abbiamo sempre prodotto in versione frizzante – continua Franco – ma fino a venti anni fa questo era dovuto alla naturale fermentazione in bottiglia degli zuccheri residui del vino. Oggi Utilizziamo il metodo Charmat-Martinotti, la cosiddetta fermentazione in autoclave che permette di controllare meglio gli aromi e la texture della bolla, fondamentali per un prodotto di qualità”. Il discorso ha colto quindi la piega per parlare del mercato dell’azienda, prima basato solo sul settore Ho.Re.Ca (bar e ristoranti) e che ora si sta aprendo ad un mercato sempre più ampio, che comprende anche spacci alimentari e grandi supermercati.

“Lo abbiamo sempre prodotto in versione frizzante – continua Franco – cercando di valorizzarne gli aromi caratteristici, fondamentali per un prodotto di qualità”.

Grazie alla nostra storia e alla nostra passione, siamo consapevoli dell’importanza del territorio e della sua gestione, la buona salute delle viti trasmette al meglio le caratteristiche del vitigno alle uve e quindi al VINO, e ci permette di garantire una grande qualità.

Dopo anni in cui il Monterosso aveva avuto un ruolo marginale nella nostra produzione siamo tornati a valorizzarlo” ha concluso prima di salutarci, spiegando il perché sono tornati a far parte del Monterosso Val d’Arda Festival dopo qualche anno di assenza.

La famiglia Testa, dal 1930 è produttore di riferimento dei Colli Piacentini, i suoi vini esaltano la tipicità e l’autenticità del territorio.

Cantina Testa : “alle origini del Monterosso”

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