La storia di questa azienda non può prescindere dalla storia del luogo, in cui i primi insediamenti sono avvenuti nel III secolo d.C.. Sono infatti stati ritrovati resti di una villa rustica tardo romano, ma è nel 1000 che viene costruito un fortilizio per conto della famiglia Obertenga, da cui poi discenderanno i marchesi Pallavicino. Nel 1400 poi, la proprietà passerà nelle mani dei Pusterla da cui avrà origine la caratteristica torre che ancora oggi svetta sulle case e i vigneti. Dopo la fine della guerra, nel 1948, avvenne la vendita agli attuali proprietari, la famiglia Gandolfi, che tutt’ora divide la proprietà con la famiglia Freschi. Inizialmente, oltre alla produzione vinicola, si praticava anche l’allevamento di bestiame e la cerealicoltura, ma sono presto cessate a favore di una maggiore attenzione per l’uva e il suo nettare. Infatti, da circa trent’anni, è iniziato un graduale processo di cambiamento che ha portato l’azienda a utilizzare un piano di lotta integrata in vigna, per ridurre l’uso della chimica sulle piante, a introdurre la pressa pneumatica per lo schiacciamento delle uve e a tenere controllata la temperatura dei mosti. Per quanto riguarda il vino Monterosso è prodotto in versione frizzante, tramite rifermentazione in autoclave con metodo Charmat, e l’azienda lo sente come uno dei suoi figli prediletti. “Non sarà conosciutissimo al di fuori del nostro territorio, ma chi lo prova non lo abbandona più” ha tenuto a precisare il signor Gandolfi. 

Pusterla, un vino ricco di storia

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